DIALOGO

DIALOGO

Il Cortile dei Gentili
ospite il 26 ottobre
dell’Università degli Studi Roma Tre

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«L’incontro tra credenti e non credenti avviene
quando si lasciano alle spalle apologetiche feroci
e dissacrazioni devastanti 
e si toglie via la coltre grigia
della superficialità e dell’indifferenza, 

che seppellisce l’anelito alla ricerca 
e si rivelano, invece, le ragioni profonde
della speranza del credente 
e dell’attesa dell’agnostico ».

Gianfranco Ravasi

«L’incontro tra credenti e non credenti 
avviene quando si appende la divisa della propria fazione
per attivare testa e cuore simultaneamente
(testa e cuore in divisa, appartengono alla divisa).
Cé’ben poco da affermare infatti, su qualcosa che non si puo’dimostrare
o tantomeno smentire.
Qualsiasi altro atteggiamento scade puntulamente
nel piu’ banale proselitismo». 

red

ps
spero di poterci andare

la cacca

LA CACCA
(e i suoi estimatori)

La bellezza sta nella cacca o nelle mosche che sembrano amarla?

Il disgusto sta nella cacca o nelle persone che ci scivolano sopra?

Cos'e' amabile e cosa e' disgustoso?

Chi sarebbe il dio delle mosche se non un dio di… ?
 

Apparentemente sembra una sorta di aforisma infelice che serve solo a piazzare un bestemmione gratuito e inutile. Ma la ragione del post e' un'altra. Si descrive sempre Dio, in un modo o nell'altro, come qualcosa o qualcuno di infinitamente buono, amabile, bello, affascinante, colmo d'amore cui nessuno saprebbe resistere. Ma allora mi chiedo: questa nostra incapacita' di resitergli che meriti o colpe ha? In fondo se noi troviamo affascinante la divinita' e restiamo folgorati di ammirazione e stupore al suo cospetto non e' merito nostro ma una conseguenza del fatto che siamo "creati" in modo tale da reagire cosi' e non in altro modo. Esattamente come le mosche con la cacca. Non solo. Chi dovesse invece essere impermeabile a cotanta divina magnificenza o addirittura provare disgusto, perche' mai dovrebbe essere accusato di AUTONOMA insensibilita' verso Dio o di demoniaca e deplorevole avversione a lui? Anche in questo caso il demonio viene da lui. E quindi a ciascuno il suo senso del bello e del ripugnante, o meglio: a ciascuno subire un senso del bello e del raccapriccio che di proprio… non ha proprio nulla.

Di proprio avrebbe tutto, ma sparisce Dio.


 

Del bene e del male

Dov’e’ il bene?

                           E il male?

Resta il mistero di come si possano affermare un bene e un male assoluti, in un mondo in cui i valori etici, morali, religiosi sono a volte coincidenti e altre volte completamtente in contrasto. Mai che si riesca a scorgere un minimo di relativita’ nel proclamare il bene e/o il male. Mai che si metta in dubbio l’esistenza dei due soggetti che tanto contribuiscono a dare "consistenza" alla fede. Il bene e il male. Un veleno. Mai che si consideri come il bene di qualcuno possa coincidere con il male di qualcun’altro. Eppure e’ sotto gli occhi di tutti… Come e’ sotto gli occhi di tutti la disponibilita’, di chi afferma un bene e un male assoluti, a dare la vita… ma anche a toglierla nel loro nome…

Madre Teresa, vicino a un malato terminale di cancro in piedi di fronte a lui, gli tiene la mano dicendogli: stai soffrendo come Cristo sulla croce, sicuramente è Gesù che ti sta baciando. E il povero risponde: allora, per favore, digli di smettere di baciarmi!

Viene da chiedersi se il dolore non serva a proclamare la gloria di Dio. Madre Teresa ha una forte connessione con il dolore. Senza dolore forse Madre Teresa non avrebbe potuto esprimere un certo tipo di amore di Dio. Ovviamente un Dio che non ha senso senza il dolore, senza il supplizio, senza il martirio. E la gioia?

Spero solo che qualcuno non ci dia la ferale notizia che individua la gioia nell’assenza di dolore. Sarebbe la fine, quella vera che sembra stare proprio sotto i nostri occhi