il mistero della Sindone


MIRACOLI, PRESENZE
E IRRUZIONI DIVINE

il "mistero" della sacra Sindone
 

Era il 1988 quando vennero resi noti i risultati delle indagini scientifiche condotte sui campioni consegnati ai tre laboratori incaricati (Oxford, Tucson e Zurigo) e mi ricordo che nei tg che si occuparono della notizia vennero intervistate persone devote cui fu rivolta la seguente domanda: come si comporterebbe se sapesse che il sacro lino per tanti anni venerato da milioni di persone è un falso? Ebbene la maggior parte degli intervistati rispose che avrebbe continuato a venerarlo perchè comunque quella stoffa avrebbe soltanto cambiato "destinazione d'uso -ndr-": da testimonianza di un evento si sarebbe trasformata in simbolo di un evento. C'è da dire che comunque tra le tante interviste effettuate il redattore del pezzo avrà probabilmente inserito quelle a lui più congeniali e va ulteriormente considerato che un pezzo giornalistico  contenente opinioni popolari NON rappresenta un campione significativo da cui estrarre una statistica. Resta il fatto che fra i devoti almeno un parte di loro antepone abbondantemente alla ragione  il culto. Lo stesso Ballestrero, il cardinale che annuncò gli esiti delle indagini, affermò: «Penso non sia il caso di mettere in dubbio i risultati. E nemmeno è il caso di rivedere le bucce agli scienziati se il loro responso non quadra con le ragioni del cuore».

 

Una domanda quasi identica a quella proposta dal giornalista me la pongo da molto tempo anche se in modi e termini invertiti: ammesso che il Dio di Abramo (ma se ne potrebbe considerare qualsiasi altro) fosse l'unica verità oggettiva del cosmo e della storia nonchè autore degli stessi, come si comporterebbe se sapesse che, a causa della secolarizzazione, nessuno è più disposto a credere in lui? In altre parole: cosa ne è di una verità colossale come Dio quando il culto si estingue?
 

???

Tra i diversi filmati disponibili su youtube ho scelto questo perchè mi pare equilibrato. Fin troppi si sbilanciano dall'una o dall'altra parte. Io però sono un sostenitore del dubbio. Non è una scelta ma solo misera architettura mentale. Credo che il dubbio sia necessario per il progresso ma guai imporlo a chi dubbi non ha. Si tratta solo di lasciar percepire… il BENEFICO BENEFICIO del dubbio (se si vuole crescere).

il movimento dei focolarini

CONTAMINAZIONI DA DIALOGO
di Moreno Orazi

 

Quando si rivolge a persone di varie confessioni religiose Chiara Lubich parla ad interlocutori nel cui spazio mentale il pensiero di Dio è presente e vivo e la dimensione della fede occupa una posizione centrale. Trova quindi nei credenti persone sensibili e pronte e recepire la sua proposta. Ma come è possibile che il suo discorso faccia breccia anche nella mente (e nel cuore) dei non credenti, cioè quelle persone che misconoscono la dimensione del trascendente, rifuggono dal sentimento del sacro, si muovono in una dimensione puramente umana dello spirito?

Lei, attraverso il suo insegnamento, tiene di fatto aperta per i non credenti la comunicazione con la dimensione del trascendente che nelle religioni positive rappresenta lo spazio abitato da Dio. Dunque permette di sperimentare la presenza in un modo, direi, pre-religioso; vivendo il sacro in una forma di pre-sentimento di Dio, che non implica necessariamente una riapertura verso di esso nel modo proposto dalle religioni positive e l'avvio di un percorso di conversione.

Per noi, laici,non credenti, più che sul versante della teologia è forse su quello della filosofia che può essere meglio compresa la proposta della Lubich: la filosofia intesa come esercizio spirituale, pensiero concreto, percorso interiore, sapere sapienziale che ha lo scopo di elevare l'esistenza umana su un piano di maggiore consapevolezza etica e di sviluppare una visione della vita che la proietti oltre il primario soddisfacimento dei bisogni più strettamente biologici. Lei, credente, ha fatto in pratica un piccolo miracolo rendendo partecipi dell'amore di Dio anche NOI NON CREDENTI.

E mi spiego meglio.

Ho appreso da lei che l'ascesi è il percorso terreno dell'avvicinamento dell'uomo a Dio, mentre la mistica è la risposta di Dio a tale sollecitazione. Nei secoli queste due sollecitazioni sono sempre state considerate una conquista personale del singolo individuo.

In Chiara invece, l'ascesi ha per la prima volta un carattere collettivo, comunitario: in pratica Dio risponde non al singolo ma alla comunità riunificata nell'amore, OLTRE LE IDENTITA' DI FEDE E CULTURALI DI CIASCUNO. In questo modo Dio parla a tutti: cristiani o musulmani, buddhisti o riformati, credenti o atei, illuminati o agnostici.

Per essere ancora più chiaro, io che sono non credente, partecipando all'esperienza di dialogo in cosrso all'interno del movimento dei focolari, posso intuire qualcosa dell'esperienza mistica che fanno i credenti. Di più: partecipare in qualche modo alla loro vita di fede. E VICEVERSA: i credenti che fanno parte del mio gruppo possono sperimentare in profondità la mia concezione laica della vita. I miei valori, il mio approccio alla socialità.
Il tutto nel massimo rispetto reciproco, senza proselitismi, anzi nella VALORIZZAZIONE DELLE DIFFERENZE.

In questo modo viviamo un'avventura assolutamente imprevista, una contaminazione reciproca, coinvolgente e a tratti emozionante, di spazi, idee, esperienze vitali.
Un arricchimento anche intellettuale dagli esiti imprevedibili ma che sicuramente cambia la vita.

Moreno Orazi
Dal 1994 ad oggi partecipa alle iniziative sociali e culturali del Movimento dei Focolari come animatore culturale presso la “Scuola di Formazione Politica di Spoleto; come soggetto dialogante all’interno del “Gruppo Internazionale del Dialogo” tra credenti e persone di convinzioni non religiose che si riunisce presso il Centro del Dialogo di Castel Gandolfo con interventi sui temi della coscienza, dell’uso responsabile della parola, dell’etica sociale, pubblicati negli Atti dei Convegni e dei Corsi di Approfondimento

 

MIRACOLO MIRACOLO…!
piccola e vera perla di saggezza popolare
(molto popolare e molto saggia)

Ho sempre amato questa persona.
Se esiste ancora da qualche parte non e' per miracolo.

Il passato

IL PASSATO SI FA GARANTE DELLA NOSTRA IMMORTALITA'

(omaggio a Vardebedian e alla sua sensibilita')

Elémire Zolla, spunti sul pensiero
 

Un'orma è la traccia lasciata da qualcuno non più presente nell'istante dell'osservazione. Può essere fisica come un'impronta sul terreno ma anche di natura sottile, come quella di un pensiero a tal punto nitido, tagliente e imperioso da incidersi nella memoria dei contemporanei.

Elémire Zolla fu persuaso fin dalla prima età che la qualità del pensiero è in stretto rapporto col perfezionamento della vita interiore: più questa si ossigena nel profondo e più la mente sarà tersa e i pensieri privi d'inganno. A questa persuasione, divenuta norma, Zolla si attenne dagli inizi del suo cammino di scrittore. Lo fece da uomo laico, vivendo però una vita mistica, e la fecondità del suo pensiero sta nell'incontro felice e rarissimo di una mente laica, nutrita di un implacabile spirito critico e inquisitivo, con un cuore assetato d'infinito: 'Già prima che si sappia – scriverà ne La filosofia perenne (1999) – si è connessi all'universo intero'.

Queste scarne parole, pronunciate all'apice di un cammino umano e di ricerca segnato per un verso da formidabili cambi d'epoca, e da un'evoluzione sottile e irreversibile nel mondo interiore dello scrittore, introducono come meglio non si potrebbe nel suo mondo mentale, così simile a un mandala, una figura unitaria con varchi e soglie spalancate sull'esterno e zone interne che si rastremano nel punto vuoto al centro del mandala, inaccessibile al pensiero discorsivo.
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Morire è..

Illusioni…

…era un bel po' di tempo che Fulvio amava fuggire al lago alle due di notte (o giù di lì) per aspettare l'alba e godersela da solo: lui, l'acqua immobile, il sole e tutti i colori che si porta appresso ogni mattino.
Amava un libro in particolare, uno di quelli che parlano di spirito, di mistica, di percorsi, di anima e bischerate simili. Di quelli che dicono alla ragione di starsene un attimo calma lasciando che le emozioni dilaghino senza bisogno di codifiche tecniche e riduzionismi sterili per "evocare" qualcosa in piu', qualcosa che non si guasta col tempo, qualcosa che ci farebbe venir voglia di vivere per sempre.

 

Bischerate.. no?


Illusioni, di Richard Bach, è un libro così, che fantastica intorno al senso di tutto, della vita, della morte, del percorso. Ma Fulvio amava quel libro, e capitava sovente che se lo portasse con lui al lago per leggerne alcune pagine proprio mentre albeggiava.

Per me tuttavia non sono bischerate, per noi genitori, fratelli, amici, per noi timidi amanti di Fulvio c'e' un disperato bisogno di senso, di segni, di coincidenze, di prove anche strampalate. Sarà quello che ognuno di noi vede in questa fame forse insensata di perchè, ma una frase di quel libro mi ha colpito e la metto qui senza ulteriori aggiunte.
 

Morire è come tuffarsi in un lago profondo in un giorno di calura…

(Illusioni, R. Bach)
(grazie alla solita Alessia per le foto)