SOS TANZANIA

SOS – TANZANIA
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CARLA VEGLIANTE

contatto telefonico fino al 20 Gennaio 2010:
331.7858025 (risponde lei)

Quando Fulvio era disperso e tutti noi subivamo la più mostruosa delle paure e la più impossibile delle speranze, Carla ci raggiungeva a S. Lorenzo Valle Grascia, dove alloggiavamo durante le ricerche (che si protrassero per infiniti 17 giorni). Erano forse 30 anni che non ci vedevamo.
Carla è  una pazza.

Una creatura scoppiettante, amabile e generosa che nessuna camicia di forza potrebbe contenere.

Carla è mia cugina.

L’Etiopia e tutto il bene fatto lì non le bastava e come un migrante che si avventura in cerca di benessere lei è ripartita in cerca di disagio.

Ma forse "disagio" non è la parola giusta: lei cerca luoghi che necessitano di speranza, allegria e affetto oltre che di aiuti concreti, strutture e generi … di ogni genere.


Senza un culto da difendere, senza una bandiera da innalzare, senza un nome da propagandare lei parte e va, senza progetti, senza sapere, senza rete di sicurezza se non quella che proviene dalla sua passione e dalla sua energia. Ed è una rete formidabile.

Carla si è riaffacciata al nostro orizzonte grazie a Fulvio ma grazie anche alla sua formidabile sensibilità.

Era il periodo in cui Fulvio era scomparso nel lago di Gerosa. Ci ha raggiunti per aiutarci, per sostenerci come poteva, per sentirsi con noi, per condividere lacrime e disperazione, per farci fare 2 risate, per sentire come sua qualcosa che a noi sembrava solo nostra, per… amarci. E lo ha fatto in modo inestimabile, come nessuno poteva immaginare.

Carla è un caterpillar.

Non sapevo niente di lei e di cosa facesse, non me lo chiedevo, mi ricordavo solo un personaggio curioso dalla battuta pronta con la gioia di vivere stampata su quella faccia… da schiaffi.

Carla ora è in Tanzania, nel sud, vicino Lindi. Ha lasciato un’attività ben avviata di commercialista, una bella casa, un marito, due cani e diversi comfort non proprio comuni per vivere sotto al sole africano in una tenda, con acqua razionata (quando c’è) e un bagno alla turca ininterrottamente “ronzante”.

Ma Carla è felice. E chi le vive accanto lo è anche di più.
Carla è un treno senza rotaie. Nel senso che ha la forza di un treno che sa anche sterzare.

Dopo aver conquistato la fiducia del villaggio, quella delle donne (impresa ardua), quella degli old men, Carla ha rifatto la scuola, un fontanile, più altri due in fase di realizzazione grazie ai fondi raccolti qui nel viterbese con la collaborazione di Tiziana (mamma di Fulvio che ha inoltre comprato 65 paia di scarpini da calcio), un campo da calcio con relativa organizzazione di torneo, due generatori di corrente, due computer, attrezzato una piccola palestra per i giovani, ristrutturato una cadente scuola islamica, e ora è partita per la realizzazione di una scuola d’arte e mestieri per chi ha smesso di studiare o non lo ha mai fatto, una mensa per i più indigenti (numerosissimi) e un ospedale.

Carla ha bisogno di aiuto perché c’è gente che ha bisogno di aiuto: quello suo..

Ho ritrovato Carla e Carla ha ritrovato me.

Qualcuno perdendo la vita ha prodotto questo.

La nuova associazione che Carla sta fondando in Tanzania si chiamerà Silenas, il nome che Fulvio aveva dato al suo personaggio nel libro fantasy che stava scrivendo.
In Africa gli sguardi di quei piccoli si poseranno anche su una sua foto.  C’è una sterminata schiera di gente buona al mondo, che nel silenzio produce con amore assordante. Carla è tra questi.
 Aiutarla fa entrare in quella schiera…