Energia Nucleare a buon mercato

ENERGIA DELLA SCIENZA

 VS

 ENERGIA DEL PROFITTO

Un modo diverso di concepire l’EN

 

Non si può neanche più dire che la scienza sia al soldo delle multinazionali. Viene semplicemente ignorata qualora le novità in campo scientifico non "siano compatibili" con i fini di mercato. Ciò si traduce in poche risorse, se non quelle volte alla realizzazione di un profitto, ancor meno ricerca, ma anche tanta passione da parte di chi dedica la propria vita all’indagine scientifica, spesso con mezzi di fortuna approntati in evidenti ristrettezze.

E’ il caso del prof. Fabio Cardone, che assieme al suo collega Roberto Mignani, ha verificato in sede sperimentale una precedente teoria volta a dimostrare la produzione di neutroni tramite ultrasuoni. L’esperimento si inserisce nel filone delle reazioni nucleari ultrasoniche.

L’equipe coordinata dal Prof. F. Cardone

L’esposizione accurata del fenomeno è ampiamente descritta (in inglese) nel volume Deformed Spacetime per l’edizione della tedesca Verlag di Berlino. Nel volume (che si rivolge ad un pubblico di settore) i due fisici affermano di aver generato neutroni immettendo ultrasuoni in varie soluzioni di acqua ed acidi di ferro (il ferro è tra l’altro il materiale più sfavorevole per la verifica di tali fenomeni).Deformed Spacetime - Verlag I neutroni sono stati misurati con rivelatori termodinamici in uso per sistemi di difesa ottenendo il 100% della ripetibilità dell’esperimento. Il fenomeno scoperto ispira facilmente la concezione di un reattore ad ultrasuoni , i cui vantaggi nella produzione di "energia pulita" sono più che evidenti. Gli esperimenti diretti da F. Cardone sono stati condotti in Italia a partire dal 2003 presso laboratori militari e civili con la collaborazione dei tecnici militari A. Aracu, A. Bellitto, F. Contalbo, P. Muraglia e dei ricercatori civili G. Cherubini, A. Petrucci, F. Rosetto, G. Spera.

Tale scoperta, insieme ad altre sulla gravità e l’elettricità presentate nel volume menzionato, permetterà di ripensare in modo critico le teorie della relatività di Einstein e della meccanica quantistica di Bohr.

Perugia, Novembre 2006, da Umberto Bartocci

Aggiungo un link proposto da un caro amico che ha per oggetto lo stesso fenomeno "economico"

http://www.youtube.com/watch?v=eDCcl2IZzHA

 Seguiranno altri post utili perlomeno a considerare fino a che punto la legge del profitto non sia in alcun modo compatibile con quella della crescita, del genere umano e del pianeta.

 http://www.cartesio-episteme.net/ep8/ep-forum.htm

 

 

 

Ancora ad oriente

UN DONO

NON COMUNE

(la fede..)

 

 

Mi è arrivato un dono multiplo oggi. Parla di Krishna, di Shaktivedanta Swami Prabhupada, di una via di realizzazione spirituale. Non sono un adepto ma un affascinato da tutti coloro che sentono nella propria religione una presenza realmente trascendente. Penso che abbiano una condizione invidiabile. Quando poi la religione è realmente non violenta, capace di trasmettere valori che vadano aldilà dell’adesione, ne resto sempre colpito. Nella Bhagavad-Gita (il dono multiplo che mi è oggi pervenuto) si parla dei dialoghi tra Krishna (l’Essere supremo, Dio) e il suo devoto Arjunia. Non conosco ancora il testo ma mi sembra opportuno trasmettere queste riflessioni:

 

Se mi si deve accordare un merito personale è solo quello di aver cercato di presentare la Bhagavad-Gita così com’è, senza alcuna modificazione

sua divina grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

 

Questo poema esige il più alto rispetto

Immanuel Kant

 

Si tratta dell’opera più sublime e istruttiva che esista al mondo

Arthur Schopenhauer

 

Con la Bhagavad-Gita possiamo avere un’idea di quella che è la più pratica, ma anche la più alta di tutte le religioni dell’India

G. W. Hegel

 

La mia non fu che una serie di tragedie esteriori, e se queste non hanno lasciato su di me nessuna traccia vsibile, indelebile, è dovuto all’insegnamento della Bhagavad-Gita

Mahatma Gandhi

Signore, mostrami il tuo volto ti prego

 

QUANDO AVVIENE UN MIRACOLO?

il 23 agosto il viterbese è stato colpito da una violenta quanto improvvisa tromba d’aria. Tutto è accaduto nel giro di 15 minuti 

               

(tusciaweb.it)

Tra i vari danni che il fenomeno ha prodotto, c’è stato anche quello della macchina di S. Rosa, una struttura che da centinaia d’anni rievoca un fatto storico-religioso accaduto nel medioevo di viterbo. La M.d.S.R. è una torre alta circa 30 mt.  e pesante 50 q.li portata a spalla per le vie di viterbo da 100 uomini la sera del 3 settembre.

 

Come si intravede dalla foto (http://www.tusciaweb.it/notizie/2007/agosto/23_18crolloalidiluce.htm) il ponteggio costruito intorno alla macchina contiene una scala che consente a personale e operai di salire intorno alla struttura fino alla sua sommità.

Si è immediatamente parlato di miracolo.

In questo post intendo individuare i parametri che nell’immaginario popolare fanno solitamente gridare al prodigio. É stato infatti detto:

…se invece di accadere all’ora di pranzo fosse accaduto in altro momento il bilancio sarebbe stato tragico perchè la struttura in fase di allestimento è solitamente occupata da un certo numero di addetti ai lavori. S. Rosa ha fatto il miracolo…

Un altro episodio del passato che mi ricordo fece considerare l’ipotesi del miracolo (stile marcellino pane e vino) accadde una ventina di anni fa: Un bambino si appese per gioco ad una pesante acquasantiera in una chiesa romana che, non essendo ben assicurata ri rovesciò sul bambino uccidendolo sul colpo. Qualcuno gridò al miracolo dicendo:

Dio ha voluto con se quel bimbo stupendo. É stato un miracolo…

Si potrebbe andar avanti citando altri avvenimenti simili ma tornando a S. Rosa e visto che siamo nel campo delle possibilità, nel campo dei se, direi che se invece fosse capitato qualche incidente a qualcuno si sarebbe potuto continuare a gridare al miracolo perchè:

…per fortuna S. Rosa ha provveduto perchè senza il suo aiuto le cose sarebbero potute andare peggio…

E se fossero morti in molti, si sarebbe potuto continuare a parlare di miracolo perchè:

I superstiti potevano considerarsi miracolati da S. Rosa.

Qualsiasi sia l’entità di una catastrofe potremmo vederci il miracolo solo per il fatto di volercelo vedere. Nella cultura popolare è estremamente abbondante. Basta andare all’ospedale a trovare un amico che ha avuto un incidente: provate a chiedergli quante persone gli hanno detto di essere stato fortunato o miracolato perchè pur avendo diverse ossa rotte… poteva essere morto. Che prodigio..

Ma allora cos’è un miracolo se non quello che noi per cultura vediamo nelle cose che accadono? Come si può attribuire il termine di miracolo a qualcosa che poteva accadere e non è accaduto? É la fede come al solito che ci fa vedere miracoli dove altri non vedono che comuni possibilità? Perchè abbiamo bisogno di vedere il miracolo nelle cose ordinarie? O forse la fede fa si che noi compiamo i miracoli?

Quando però ci confrontiamo con fatti davvero inspiegabili allora ritengo che gli autori siamo noi. Quando penso a gente che passa la vita diffondendo compassione per il prossimo, a preti che non si sa come tengono in piedi comunità di recupero dalle tossicodipendenze, a persone come Ghandi, Martin Luter King, Madre Teresa, Gesù, Gautama Buddha, Sri Prabuphada e tanti altri anonimi che nel mondo si spendono in favore del prossimo percependo le sue sofferenze. Questi sono miracoli che letteralemente producono il centuplo di quello che si è speso. Penso che i prodigi li vediamo perchè abbiamo un disperato bisogno di vederli, ma senza rendercene conto abbiamo anche un disperato bisogno di farli. 

 

speculazione 4

La speculazione e’ un pasto a buon mercato (IV)

SPECULATIONEM

MAXIMA

Creare ciò che non si può controllare

ma,
se realizzassi “qualcosa” sulla quale non ho controllo
(dice il Creatore)
avrei un prodotto che esprime le mie stesse illimitate caratteristiche… mmmh…
e che tipo di potere dovrei conferire a questo “qualcosa”?; se lo dotassi delle mie stesse proprietà potrebbe minacciarmi o interferire in qualche modo con la mia volontà? Non posso saperlo per il semplice fatto che sarebbe libero come me, oppure potrei sapere tutto di lui come lui stesso di me… mmmm e allora? Dovrei limitare le sue proprietà oppure esercitare la mia onniscienza su di lui impedendo al contempo che lui faccia altrettanto con me,.. e si perché la mia onniscienza in effetti non è altro che la mia volontà….
Questo lo priverebbe di buona parte della sua libertà, anzi, lo renderebbe schiavo…
Ma io devo conoscere un’arbitrio che non viene da me, dato che solo da una libertà esterna alla mia potrò pervenire ad un amore davvero autentico: è il mio scopo più alto. 
E allora?…
Come faccio a produrre qualcosa su cui la mia volontà non incida, e al tempo stesso non costituisca una minaccia?
Beh in fondo è semplice: basta creare un contesto, assegnare un grado di libertà al contesto, delle leggi adatte al contesto, renderlo in grado di produrre delle entità senzienti che non possano esistere al di fuori di esso e rendere queste entità libere nell’ambito ristretto del contesto stesso… certo, ecco fatto…!
Ma libere… già… Come posso rendere libere le entità di un contesto da me creato se di quel contesto conosco tutto?

 

Mmmm .. devo rinunciare a qualcosa per creare alcunché di veramente autonomo. E’ un atto d’amore e forse anche un peccato, una macchia che proviene dalla rinuncia, un peccato dell’origine, ed è solo mio. Si! Devo rinunciare alla conoscenza degli eventi che il mio contesto e il suo contenuto producono, dato che se invece li conoscessi proverrebbero da me.

Dovrò restare all’oscuro, limitarmi ad osservare vietandomi la possibilità di incidere sugli eventi in modo diretto. Devo creare un modello di me stesso in scala infinitamente ridotta ma illimitatamente libera.

Queste enitità avranno qualcosa di particolare che io non ho: il contesto.

Vedrò se queste mie entità potranno amare quello che ho creato intorno a loro, dato che è possibile che io possa amarle. Sarà interessante capire se in qualche modo tenteranno di trascendere il contesto stesso tendendo a qualcosa di superiore. E io potrò amare ciò che agisce fuori dalla mia volontà e quindi fuori dalla mia conoscenza? E loro potranno amare ciò che del contesto possono capire e percepire? Farò in modo che ogni evento nel contesto sia conservato, capito e vissuto come se fossi io stesso il contesto e il suo contenuto. Sentirò il contesto e le sue entità come fossi ognuno di loro pur non partecipando. Se questo accadrà potrei salvare queste entità dai limiti del contesto e trasferirle in un contesto più ampio, più libero, più avanzato e forse… partecipare con la mia presenza in un contesto nuovo per sperimentare un amore diretto; se tutto questo invece non accadrà, il contesto si autoestinguerà in un modo o nell’altro e niente sarà salvato.

E’ un rischio da correre: il mio rischio di rimanere solo coinciderà allora con il loro rischio di subire altrettanto. Questo sarà per il momento l’unico legame tra ciò che creo e la sua libertà d’azione, il rischio che ci unisce. 

Ma la libertà è necessaria, una condizione assolutamente irrinunciabile

… potrei farlo,

E lo faccio…

 

 ps.

qual è la condizione per incidere sulla volontà altrui in modo gratuito creando benessere tra gli attori? L’amore.

scritti non canonici

IL SENSO RELIGIOSO

PUO’ SCATURIRE DA

"SCRITTURE ALTERNATIVE"

non prive di una certa "sacralità"

Erwin Schroedinger, Contemporaneo di Einstein, sostenne che la teoria della relatività non era altro che “la sconfitta della tirannia del tempo”. Quella teoria apriva altre strade: “un’idea,” scrisse, “che ha un carattere indubbiamente religioso, e che anzi oserei dire essere l’essenza della religione.”

Grazie alla relatività, Einstein aveva toccato la mente di una nuova divinità, cercando di introdursi in qualche piega del tempo. “Ritengo possibile che possiamo fare cose ancora piu’ grandi di Cristo,” disse. L’essenza del fascino di Einstein era in buona parte determinato da questo suo tendere all’eternità.

Continuo con forza a credere che il tentativo di suddividere in scomparti stagni le componenti dell’umano sentire e dell’umano capire, sia un grande errore. A volte siamo costretti a farlo per mancanza di collegamenti tra le discipline scientifiche e umanistiche, è un modo che ci consente di andare avanti, ma rimane un errore.

a oriente…

HARE KRISHNA

Da una conversazione di
A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada
fondatore dell’Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna 
con Bob Cohen
27 Febbraio 1972

 tratto integralmente da:

© 2007 The Bhaktivedanta Book Trust International. All rights reserved.

 

Bob: Qual è la definizione di scienziato?

Prabhupada: Uno scienziato è colui che conosce la verità delle cose.

Bob: "Pensa" di sapere come stanno le cose in realtà.

Prabhupada: Come?

Bob: "Spera" di sapere come stanno veramente le cose.

Prabhupada: No, deve saperlo. Noi ci rivolgiamo a uno scienziato perché supponiamo che abbia una conoscenza esatta. Essere scienziato significa conoscere come stanno le cose in realtà. Il più grande scienziato è Krishna. La parola "Krishna" significa "infinitamente affascinante".

Bob: Infinitamente affascinante?

Prabhupada: Sì. Se Dio non fosse infinitamente affascinante, come potrebbe essere Dio? Un uomo è importante quando è attraente, non è così?

Bob: Sì.

Prabhupada: Dio dev’essere attraente, e lo deve essere per tutti. Perciò, se Dio ha un nome, o se tu vuoi darGli un nome, questo nome può essere solo "Krishna". 

Bob: Perché solo il nome Krishna?

Prabhupada: Perché Dio è infinitamente affascinante, e Krishna significa "infinitamente affascinante".

Bob: Ho capito.

Prabhupada: Dio non ha nome, ma possiamo darGli un nome in accordo alle Sue qualità. Se una persona ha un bell’aspetto la chiamiamo "bella", se è molto intelligente la chiamiamo "saggia". Il nome le viene dato secondo le qualità che possiede. Poiché Dio è infinitamente affascinante, solo a Lui può essere dato il nome Krishna. Krishna significa "infinitamente affascinante". Include tutto.

Bob: Non potremmo attribuirGli un nome che significa "onnipotente"?

Prabhupada: Sì… certamente. Se non avesse la potenza, come potrebbe essere completamente affascinante?

Syamasundara: [Un devoto americano, segretario di Srila Prabhupada] Il nome "Krishna" include tutto.

Prabhupada: Tutto. Dio dev’essere molto bello, molto saggio, molto potente, molto famoso…

Bob: Esistono persone che non sono attratte da Krishna ?

Prabhupada: No. Tutti sono attratti da Krishna. Chi non Ne è attratto? Fammi un esempio di un uomo o di qualunque altro essere vivente che non sia attratto da Krishna.

Bob: Qualcuno, per esempio, che pur sapendo di sbagliare, desidera comportarsi in un modo non corretto per guadagnare potere, prestigio o denaro, potrebbe non essere attratto da Dio. Potrebbe trovare Dio poco attraente perché Dio lo farebbe sentire colpevole.

Prabhupada: Non è attratto da Dio ma è attratto dal potere. Tutti vogliono diventare potenti e ricchi, ma nessuno è più potente e più ricco di Krishna. perciò, in ultima analisi, quest’uomo è attratto da Krishna.

Bob: Se una persona prega Krishna per diventare ricca, lo diventerà?

Prabhupada: Oh, sì.

Bob: Si può diventare ricchi in questo modo?

Prabhupada: Certamente. Poiché Krishna è onnipotente, se tu Lo preghi perché ti faccia diventare ricco, Krishna ti renderà ricco.

Bob: Anche se qualcuno non vive onestamente, ma prega per diventare ricco, ha la possibilità di arricchirsi?

Prabhupada: Pregare Krishna non è un atto disonesto.

Bob: Questo è vero.

Prabhupada: [sorridendo] In un modo o nell’altro se prega Krishna, vuol dire che non è poi così disonesto. Krishna dice nella Bhagavad-gita: api cet suduracaro bhajate mam ananya-bhak. Conosci questo verso?

Bob: Sì. Non lo conosco in sanscrito, ma ne conosco la traduzione. "Anche se chi Mi prega è l’uomo più malvagio, sarà sicuramente elevato".

 
Prabhupada: Pregare Krishna non è mai un atto sbagliato. Krishna è infinitamente affascinante, come confermano anche i Veda: raso vai sah, la verità Assoluta, Dio, la Suprema persona, è la fonte di tutta la felicità. Ognuno cerca di avere una relazione con qualcun altro perché sa che ne trarrà piacere. Supponiamo che un uomo stia bevendo. Perché beve? Perché ne trae piacere. Un uomo desidera del denaro perché ne trae piacere. I Veda dicono: raso vai sah. L’esatto equivalente sanscrito della parola piacere è rasa. [Malati, la moglie di Syamasundara, entra con un vassoio di cibo]

Prabhupada: Che cos’è?

Malati: Melanzane fritte.

Prabhupada: Oh! Attraente! Infinitamente attraente! [tutti ridono]

Syamasundara: Perché Krishna è il più grande scienziato?

Prabhupada: Perché conosce tutto. uno scienziato è colui che ha una completa conoscenza in un determinato campo. Krishna conosce ogni cosa.

Bob: Attualmente insegno scienze.

Prabhupada: Insegnare va bene, ma senza avere una conoscenza perfetta, come puoi insegnare? Questa è la nostra domanda.

Bob: Si può insegnare anche senza avere una conoscenza perfetta.

Prabhupada: Questo non è insegnare, è ingannare. Gli scienziati dicono: "All’inizio c’era un brodo cosmico… poi ebbe luogo la creazione. Forse… può darsi…" Questo si chiama ingannare, non insegnare!

Bob: Vorrei capire bene ciò che hai detto questa mattina, era una cosa interessante. Ho fatto una domanda sui miracoli e tu hai risposto che solo uno sciocco potrebbe credere nei miracoli. Supponiamo che tu sia un bambino e vedi un adulto che solleva questo tavolo; per te è un miracolo. Così, se un chimico, combinando un acido e una base provoca del fumo, un’esplosione o qualcosa di simile, per la persona ignorante è un miracolo. Ma in realtà dietro ogni cosa c’è un procedimento, ed è solo l’ignoranza di questo procedimento che ci fa credere che avvenga un miracolo. Solo uno sciocco, dunque, può credere nei miracoli, e correggimi se sbaglio, tu hai detto che quando Gesù venne, a quel tempo la gente era più ignorante e aveva bisogno di vedere dei miracoli per poter comprendere. Ho capito bene?

Prabhupada: Sì, i miracoli sono per la gente ignorante.

Bob: Ho fatto questa domanda perché si sente dire che in India ci sono persone che compiono miracoli.

Prabhupada: I miracoli più grandi li fa Krishna. Anche la regina Kunti lo afferma…

Bob: Anche se non ho una conoscenza perfetta, non potrei insegnare qualcosa? potrei, per esempio…

Prabhupada: Tu puoi insegnare solo ciò che conosci.

Bob: Cioè, non dovrei pretendere d’insegnare più di quello che so.

Prabhupada: Sì, altrimenti è una truffa.

Syamasundara: In altre parole, non si può insegnare la verità con una conoscenza parziale.

Prabhupada: Ma un essere umano non può avere una conoscenza perfetta perché i suoi sensi sono imperfetti come si può dunque insegnare una conoscenza perfetta? Per esempio, quando guardi il sole, ti appare come un disco. Non hai modo di avvicinarti al sole, e anche se dici che possiamo vederlo col telescopio o con qualche altro strumento, devi ammettere che questi strumenti sono imperfetti perché sono fatti da te, che sei imperfetto. Quindi la tua conoscenza del sole è imperfetta. Di conseguenza non dovresti insegnare ciò che riguarda la natura del sole se non hai acquisito una conoscenza perfetta. Altrimenti non faresti che ingannare gli altri.

Bob: E se io insegnassi che il sole dista, come si suppone, 93 milioni di miglia?

Prabhupada: Dire "si suppone" non è più scientifico.

Bob: Allora nessuna scienza sarebbe scientifica.

Prabhupada: Questo è il punto!

Bob: Ma tutte le scienze, come tu sai, sono basate su ipotesi.

Prabhupada: Perciò il loro insegnamento è imperfetto. Per esempio, ora si parla molto della luna, ma pensi che la conoscenza degli scienziati in questo campo sia perfetta?

Bob: No.

Prabhupada: E allora?

Bob: Qual è il vero dovere di un insegnante nella società? Per esempio, un insegnante di scienze, come me, come dovrebbe comportarsi in classe?

Prabhupada: In classe? Dovrebbe semplicemente insegnare la scienza di Krishna.

Bob: No dovrebbe insegnare…

Prabhupada: No, la scienza di Krishna include tutte le altre scienze. lo scopo di un insegnante dovrebbe essere quello di far conoscere Krishna.

 
Bob: Potrebbe uno scienziato insegnare la scienza di come combinare acidi e alcalini, e mettere Krishna come oggetto di questa scienza?

Prabhupada: Come è possibile?

Bob: Studiando le scienze si osservano le leggi della natura, che indicano l’esistenza di una forza che le controlla…

Prabhupada: Stavo spiegando questo proprio l’altro giorno. Domandai a un chimico se l’unione dell’idrogeno e dell’ossigeno, secondo le formule chimiche, avrebbe dato origine all’acqua. Non è così?

Bob: Sì.

Prabhupada: Allora, per formare tutta l’acqua contenuta nell’Oceano Atlantico e nell’Oceano Pacifico, qual è stata la quantità di elementi necessaria?

Bob: Quantità?

Prabhupada: Sì. Quante tonnellate?

Bob: Molte!

Prabhupada: E chi le ha fornite? Qualcuno deve averle fornite.

Bob: Dio.

Prabhupada: Questa è scienza. Tu puoi insegnare in questo modo.

Bob: Non dovrei insegnare anche, per esempio, che acidi e alcalini insieme formano un neutro?

Prabhupada: Ci sono tante soluzioni chimiche, ma chi fornisce gli acidi e gli alcalini? [Segue una lunga pausa]

Bob: Indubbiamente devono venire dalla stessa sorgente da cui viene l’acqua.

Prabhupada: Sì. Non puoi formare l’acqua se non hai l’idrogeno e l’ossigeno. esistono vaste riserve d’acqua, non solo questo Oceano Atlantico e Pacifico; ci sono milioni di pianeti e milioni di Oceani Atlantico e Pacifico. Chi ha creato tutta quest’acqua combinando l’idrogeno e l’ossigeno, e chi ha fornito questi elementi? Questa è la nostra domanda. Qualcuno deve averli forniti, altrimenti da dove avrebbero tratto la loro esistenza?

Bob: Ma non si deve insegnare come fare l’acqua combinando l’idrogeno e l’ossigeno? La procedura di bruciarli insieme…

Prabhupada: Questo è secondario, non è difficile da imparare. Per esempio, Malati ha fatto questo puri (un tipo di pane) con la farina e il ghi (burro chiarificato). Ma se non c’è il ghi e la farina, come si può fare un puri? Nella Bhagavad-gita troviamo questa affermazione: "Terra, acqua, fuoco e aria sono le Mie energie". Che cos’è il corpo? Il tuo corpo è fatto della tua energia. Per esempio, quando mangio creo dell’energia, e questa energia sostiene il mio corpo.

Bob: Ma il cibo contiene l’energia che ha ricevuto dal sole.

Prabhupada: Sto solo facendo un esempio. Con la digestione del cibo tu crei l’energia che mantiene il tuo corpo. Se la tua dieta non è equilibrata, il corpo s’indebolisce e si ammala. Similmente, il gigantesco corpo cosmico, cioè l’universo, è fatto dell’energia di Krishna. Non si può negare. Come il tuo corpo è fatto della tua energia, così il corpo universale dev’essere fatto dell’energia di qualcuno. Questo qualcuno è Krishna. [C’è una lunga pausa]

Bob: Per capire bene devo rifletterci un po’.

Prabhupada: Che cosa c’è da capire? E’ semplice. [Ride] Ogni giorno i tuoi capelli crescono perché tu hai energia.

Bob: L’energia la ottengo dal cibo.

Prabhupada: In qualche modo l’hai ottenuta e grazie a questa energia i tuoi capelli crescono. E se il tuo corpo è fatto della tua energia, la gigantesca manifestazione cosmica è fatta dell’energia di Dio. E’ evidente. L’universo non è stato creato dalla tua energia.

Bob: Ho capito.

Un devoto: Anche i pianeti di questo universo… non sono un prodotto dell’energia del sole?

Prabhupada: Sì, ma chi ha prodotto il sole? l’energia di Krishna. Il sole sprigiona calore, e Krishna dice, bhumir apo ‘nalo vayuh : "Il calore è una delle Mie energie". Il sole è la rappresentazione dell’energia di calore di Krishna. Non è la tua energia. Non puoi dire "il sole è una mia creazione", ma non puoi neanche negare che qualcuno lo ha creato. Krishna dice che l’ha creato Lui. Noi crediamo in Krishna, perciò siamo "Krishnaiti".

Bob: Krishnaiti?

Prabhupada: Sì. La nostra conoscenza è perfetta. Se dico che il calore è un’energia di Krishna, tu non puoi negarlo poiché non è una tua energia. Nel tuo corpo c’è una certa quantità di calore, e il calore è l’energia di Krishna, come Lui stesso conferma nella Bhagavad-gita. La mia conoscenza, dunque, è perfetta. Poiché accetto la versione del più grande scienziato divento anch’io il più grande scienziato. Potrei essere uno sciocco, ma poiché attingo la conoscenza dal più grande degli scienziati la mia conoscenza è perfetta. Qual è la difficoltà?

Bob: Come?

Prabhupada: Non è difficile diventare il più grande scienziato se si attinge la conoscenza dal più grande degli scienziati. Krishna afferma: "Terra, acqua, fuoco, aria, etere, mente, intelligenza ed ego sono le Mie otto energie separate".

Bob: Energie separate?

Prabhupada: Sì, esattamente come il latte. Che cos’è il latte? L’energia separata della mucca. [Syamasundara e Bob ridono stupiti.] Non è così? E’ la manifestazione dell’energia separata della mucca.

Syamasundara: Come un sottoprodotto?

Prabhupada: Sì.

Bob: Che cosa significa energia separata?

Prabhupada: "Separata" significa che è prodotta dal corpo della mucca ma non è la mucca.

Bob: Se ho capito bene, questo pianeta e tutto ciò che esiste è prodotto da Krishna, ma non è Krishna.

Prabhupada: Esatto. Oppure si può dire che è Krishna e non è Krishna allo stesso tempo. Questa è la nostra filosofia: unità e differenza simultanee. Non si può dire che le cose siano differenti da Krishna perché senza di Lui niente può esistere, ma allo stesso tempo non si può adorare qualsiasi cosa pensando così di adorare Krishna. I panteisti dicono che tutto è Dio, perciò qualsiasi cosa facciamo è un’adorazione di Dio. Questa è la filosofia mayavada, che sostiene che tutto è Dio perché tutto è prodotto da Dio. La nostra filosofia, invece, afferma che tutto è Dio ma simultaneamente è differente da Lui.

Bob: Allora che cos’è Dio? C’è qualcosa su questa terra che è Dio?

Prabhupada: Tutto è prodotto dall’energia di Dio, ma ciò non significa che adorando qualsiasi cosa si adori Dio.

Bob: Allora che cosa c’è sulla Terra che non è maya (illusione)?

Prabhupada: Maya significa "energia" oltre che "illusione". Le persone sciocche scambiano l’energia con la sua sorgente. Questo è maya. Per esempio, i raggi del sole, che sono l’energia del sole, entrano nella tua stanza, ma non per questo puoi dire che nella stanza è entrato il sole. Se il sole entrasse nella tua stanza, tu e la tua stanza sareste distrutti in un momento; non faresti neppure in tempo ad accorgerti che il sole è entrato. Non è così?

Bob: Sì.

Prabhupada: Allo stesso tempo, però non si può dire che i raggi del sole non siano il sole, poiché senza il sole i raggi non potrebbero esistere. Non si può dire dunque che i raggi del sole non siano il sole, ma allo stesso tempo sono differenti dal sole. Sono il sole e non lo sono. Questa è la nostra filosofia. Acintya-bhedabheda: inconcepibile. Da un punto di vista materiale non si può concepire come una cosa possa essere simultaneamente positiva e negativa; è impensabile. Poiché tutto è energia di Krishna, Egli può manifestarsi in una qualunque delle Sue energie. Perciò, quando adoriamo Krishna in una forma fatta di metallo (la forma divina nel tempio), è Krishna che noi adoriamo, poiché il metallo è un’energia di Krishna e non è differente da Lui. Inoltre Krishna è onnipotente perciò può manifestarSi pienamente nella Sua energia; l’adorazione della forma di Dio nel tempio non è dunque idolatria, ma è autentica adorazione di Dio, ammesso che si conosca il metodo per eseguirla.

Bob: Se si conosce il metodo, la Divinità diventa Krishna?

Prabhupada: Non diventa, è già Krishna.

Bob: Krishna Si manifesta in una forma fatta di elementi materiali solo se si conosce il metodo per adorarla?

Prabhupada: Sì, prendiamo l’esempio del filo elettrico. Se sai come collegarlo alla presa di corrente ne puoi ricavare energia elettrica, altrimenti rimane solo un filo.

Bob: Perciò, se costruisco una statua di Krishna, non è Krishna a meno che…

Prabhupada: E’ Krishna. Ma devi imparare il metodo per capire che è Krishna.

Bob: Non è solo terra e fango.

Prabhupada: No. La terra non ha un’esistenza separata da Krishna. Krishna afferma che è una Sua energia. Non si può separare l’energia dalla sua sorgente; non si può, per esempio, separare il calore dal fuoco, anche se il calore è differente dal fuoco. Quando ti riscaldi il calore è differente dal fuoco. Quando ti riscaldi non vuol dire che stai toccando il fuoco; il fuoco sprigiona calore ma continua a mantenere la sua identità. Così, sebbene Krishna crei ogni cosa attraverso le Sue energie, Egli rimane sempre una persona. I filosofi mayavadi pensano che se Krishna è tutto Egli abbia perso la Sua identità personale. Questo è un modo materiale di pensare. Per esempio, se bevo questo latte, quando lo finirò non avrò più latte; si sarà trasferito nel mio stomaco. Ma Krishna non è così. Egli è onnipotente. Noi stiamo continuamente usando la Sua energia, ma Egli esiste ancora. Un uomo può avere un grande numero di figli, ma lui rimane, non si esaurisce solo perché ha prodotto centinaia di figli. Similmente, Dio o Krishna, nonostante abbia creato un numero illimitato di figli, esiste ancora individualmente.

purnasya purnam adaya
purnam evavasisyate

"Poiché Dio è il tutto completo, anche se infinite unità complete in sé stesse emanano da Lui, Egli rimane il tutto completo". Questa è la coscienza di Krishna. Krishna non finisce mai, è onnipotente, perciò è infinitamente affascinante. Questo è solo un aspetto della manifestazione dell’energia di Krishna, ma Krishna ha un numero infinito di energie. Lo studio delle energie di Krishna è solo una parte della conoscenza di Krishna; se continui a studiare questa filosofia, la tua conoscenza di Krishna aumenterà. Noi non diciamo "forse è così, forse non è così"; noi diciamo che "è così" in modo assoluto.

 
Syamasundara: Non si finisce mai di studiare Krishna.

 

scoperta o invenzione?

L’ACQUA CALDA
scoperta o invenzione?

Abbiamo avuto stasera un’animata discussione familiare dalla quale ognuno pretendeva di uscire vittorioso affermando o negando una sostanziale differenza tra i termini:

- Scoperta -
– Invenzione -

Le dissertazioni semantiche non sono solo inutili ma anche fastidiose, faticose, mi esauriscono; pensando alla matematica ad esempio è più giusto parlare di scoperta o invenzione?

La figura sottostante è un disegno di Samuel Loyd (inventore del famosissimo gioco matematico dei 15 tasselli scorrevoli numerati più uno spazio vuoto traslabile). Si tratta di una figura matematica che nasconde una stella a 5 punte. Dopo un certo tempo (nel quale è forse utile creare una specie di vuoto) la stella si rivelerà alla vostra mente per il semplice fatto che è proprio sotto gli occhi.

 

In questo caso dovremmo parlare di invenzione (l’esercizio mentale) o scoperta (rivelazione)?  Jacques Solomon Hadamard nel suo volume "La psicologia dell’invenzione in campo matematico",  utilizza un metodo singolare per indagare il pensiero dei processi matematici. C’è qualcosa nella matematica che ha molto a che fare con la creatività, che si serve di immagini utili alla dimostrazione. Nell’intervistare i maggiori fisici dei primi del 900 Hadamard raccolse alcune testimonianze singolari circa il sistema col quale gli intervistati  portavano avanti le loro ricerche, dando consistenza alla sua teoria: alcuni assimilavano a dei colori i concetti matematici. Albert Einstein parlò di strane sensazioni nei propri avambracci. Uno dei tanti aforismi di quest’ultimo (poco citato per la verità) affermava che: La fantasia è più importante della conoscenza… Ma in fondo quanto di noi stessi ritroviamo in ciò che la scienza scopre?

A proposito: se avete intuito (o scoperto) la posizione della stella, non private i vostri amici dello stesso frizzante piacere: lasciategli il dono del loro cervello e la certezza che funziona bene… resistete.

ps
non riesco a capire se per me la stella è stata invenzione o scoperta… e comunque un profondo ringraziamento a Ninice, Silenas da Mitras e Ilevyas per la proficua e animata chicchierata.      :)

estetica

LA BELLEZZA

(dell’ordine ma non dell’ordinario)

Propongo l’estratto di un intervista a Piergiorgio Odifreddi allo scopo di riflettere su due aspetti interconnessi. Si parla di arte e gradevolezza (o sgradevolezza) indotte dalla simmetria, dall’ordine, dalla regolarità che assicurano ciò che il caos invece spezza. Nella difficoltà che molti di noi hanno di accettare il "diverso", il fuori dagli schemi o addirittura il sovvertitore degli schemi, potrebbe ritrovarsi un "senso estetico" tanto violato da disturbarci fisicamente e quindi capace (in certo qual modo) di minacciarci? L’omosessualità, potrebbe indurci a provare lo stesso fastidio che proviamo nel notare una persona o un animale deformi, mutilati, privi quindi di una certa simmetria fisica e/o psicologica? Anche ammesso che sia questo disturbo a motivare il rifiuto, potremmo a dispetto di ciò che i sensi ci impediscono di accettare riuscirci con la ragione? E soprattutto questo consentirebbe di dare un corso diverso all’evoluzione, così notoriamente e graniticamente spietata?

L’intervista è stata effettuata in occasione delle Vacances de l’Esprit della Matematica e condotta da Paolo Ferrari per l’organizzazione ASIA.

http://www.associazioneasia.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&sid=70&doc=453+   (filmato)

Prof. odifreddi, perchè istintivamente ciò che è simmetrico, stabile, ordinato ci sembra bello ,gradevole, interessante, attraente, mentre ciò che è asimmetrico o che non presenta un ordine ci colpisce in un modo diverso, forse a volte fastidioso oppure stridente?

Credo che questa sia un’evoluzione culturale recente tutto sommato nella storia dell’uomo, perchè è molto più probabile immaginare che dal punto di vista evoluzionistico fosse importante vedere il cambiamento, il disordine, quello che cozza con ciò che c’è stato finora, perchè naturalemente, supponendo di essere un animale, finchè le cose rimangono come sono vuol dire che siamo tranquilli, ma potrebbe arrivare un cambiamento, un animale, un predatore qualcuno che ci da fastidio. Quindi è probabile che anche questo gusto che spesso le persone hanno anche per il caos o per il disordine o per un tipo d’arte che è l’esatto contrario dell’arte ordinata, derivi da quel genere di ispirazione. Il fatto è che noi abbiamo sviluppato, o meglio, abbiamo innata questa attenzione, questa attitudine a conoscere e a notare ciò che va fuori dagli schemi. Però bisogna dire che gli uomini è da parecchio tempo che vivono in città, in società, quindi non più in un ambiente particolarmente ostile e allora lì in realtà è l’esatto contrario, noi abbiamo bisogno di tranquillità, ci piace semplicemente evitare il caos ci piace vivere in un mondo ordinato e allora forse il concetto di simmetria è qualcosa che pian piano si è sviluppato semplicemente come sovrastruttura, come "bonus della vita" per l’appunto civilizzata e culturalmente evoluta. Questa può essere una spiegazione. Naturalemtne ci possono essere anche spiegazioni di tipo opposto e cioè che la simmetria per esempio, nel caso di un corpo umano, riveli istintivamente l’adeguatezza di questo corpo a fare le funzioni fisiologiche, e che l’uomo scelga una donna ad esempio, o che una donna scelga un’uomo, quando il corpo di questa persona è particolarmente simmetrico dato che l’asimmetria potrebbe corrispondere a qualche malformazione fisica, se una gamba è più corta dell’altra questo poi significa che la persona ad esempio zoppica e che quindi è meno adeguata per la lotta nella vita, meno fornita di strumenti adeguati. Ecco credo che queste spiegazioni possano entrarci in una visione globale e generalizzata della cosa. Probabilmente ci sono tutte e due: in parte la simmetria e l’ordine sono innati perchè hanno una funzione evolutiva e in parte invece sono solo cresciuti, sono stati sovraimposti quando il diretto attaccamento alle regole della vita, della giungla per così dire, è stato sostituito con le regole del vivere civile.

RISPOSTA SPLINDER

A PROTESTA

http://redhero.splinder.com/post/13164826

 

PER CORRETTEZZA E DOVERE DI OSPITE SPLINDER COMUNICO LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE AL LINK CITATO:

Gentile Cliente,
grazie per averci contattato.

Abbiamo ricevuto la tua segnalazione e ti ringraziamo per aver
utilizzato questo servizio.

Il nostro staff effettuerà un’accurata verifica sul contenuto da te
indicato.

Rimaniamo a tua disposizione per ulteriori chiarimenti.

A presto

Cordiali saluti,
la Redazione

Ringrazio cogliendo inoltre la sensibilità e serietà dell’organizzazione

ps

hanno fatto seguito altre indicazioni per segnalare ulteriori eventuali abusi o contestazioni