la salvezza è nell’informazione

NEL PUNTO OMEGA NASCERA’ PRIMA L’UOVO O LA CHIOCCIA?

La salvezza è nell’informazione

Vorrei dire qualcosa a chi ha sentito il dolore e il privilegio di stringere le mani della persona più cara al mondo mentre questa ci lasciava. Sono ore o attimi incomprensibili, in cui il cuore, la mente e l’anima diventano vittime impotenti di una violenza insensata che non sentiamo di meritare, tanto estrema quanto ineluttabile, specie in quegli ultimi atroci dieci secondi. Possibile non si possa far altro per una persona che ti guarda fissa senza sapere se ti capisce, se ti vede, se è in qualche modo presente, se ti sente quando le sussurri che non la lasci e stai li con lei, se sente quello che gli capita e che tu stai vivendo insieme a lei? E se quella persona è la stessa che sussultava quando ai tuoi primi passi cadevi a faccia in avanti e che correva a soccorrerti anche se non ti eri fatto male, la stessa che ti passava un dito di saliva sulle ginocchia spellate e poi ti abbracciava forte come per somministrarti la migliore terapia possibile alle tue lacrime di bambino (e lo era davvero), tutto diventa ancora più doloroso.

Un urlo assordante di pensieri si scatena insostenibile dentro di noi, e sentiamo davvero il cuore scoppiarci in testa. Neanche uno di quei pensieri è utile a risolvere una situazione che richiederebbe la più urgente delle soluzioni. Non un medico che sia in grado di compiere il miracolo e nessun miracolo in arrivo da altre parti. Siamo li presenti su quel confine che non vogliamo fosse mai oltrepassato, specie da chi amiamo così profondamente. Ma poi quel confine viene oltrepassato, sotto i nostri occhi appannati, sotto le nostre lacrime così poco dignitose e al tempo stesso tanto vere.

Da quel momento inizia una confusione ingestibile e  fuori portata, specie per chi non si riconosce in una fede precisa. Le domande si affollano prive di senso vista l’irreversibilità di quanto accaduto.

Perchè?

A che serve tanto dolore? Il suo, il nostro, l’agonia, la perdita di ogni speranza. Che senso ha tutto ciò ammesso che ce l’abbia?

Se qualcuno di voi ha provato qualcosa del genere come è capitato a me (e più volte), ma anche se è riuscito solo a immaginarlo, sappia che il mondo ha una caratteristica particolare: Il tempo e lo spazio sono entità fisiche indissolubili e il tentativo di analizzarle in modo separato è privo di senso. Ogni evento nello spazio-tempo potrebbe essere visto come INFORMAZIONE. Se l’informazione costituisce la totalità degli eventi che nello spazio tempo si sviluppano, potremmo forse sospettare che tale informazione abbia un senso reso possibile dallo spazio-tempo stesso. Se tutti gli eventi dello spazio tempo formano tutta l’informazione possibile, potrebbe esserci un tempo indeterminato in cui tale informazione sarà disponibile e utilizzabile. Ciò implicherebbe non solo che riguardo l’informazione niente vada perso (neanche il più insignificante evento subatomico) ma che la somma di tutti gli eventi sia quasi indispensabile, come una sorta di obiettivo cui l’universo stesso tende e che ha come fine ultimo tutta l’informazione possibile sulla  materia. L’informazione potrebbe essere una commistura di spazio e tempo organizzati nella materia. Se si riuscisse a recuperare tutta l’informazione possibile riguardo una persona fino ad emularla  con un livello di precisione estremamente accurato (allo stato quantico) qualcuno (Frank Tipler) sostiene che tale emulazione non è una copia ma … l’originale, completo di emozioni e ricordi!

Proseguendo in tal modo tutta la materia contenuta nello spazio-tempo, potrebbe essere emulata al di fuori dello spazio-tempo se fosse possibile trattarla come informazione piuttosto che come materia.

Ci sono delle condizioni precise perchè il nostro universo evolvendosi consenta l’utilizzazione di tale informazione ma non è questa la sede adatta ad un indagine così specialistica. Basti comunque considerare  che la scienza a riguardo non vieta speculazioni di questo tipo, anzi le incoraggia sotto alcuni punti di vista.

La perdita di una persona cara, e tutta quanta la sua storia, potrebbe allora diventare necessaria se venisse considerata come "spazio-tempo organizzato", un piccolissimo spicchio di spazio e tempo organizzati a formare una persona. Tale organizzazione è informazione e potrebbe rappresentare un mezzo per  una sorta di evoluzione dell’esistenza  fuori dai limiti imposti dalla materia. Il fatto di dover passare obbligatoriamente per questi limiti diventerebbe indispensabile per determinare un fabbisogno di base utile ad una successiva evoluzione svincolata dalla materia. Alcuni scienziati ipotizzano che l’informazione non necessiti di "contenitori" per progredire, come dire che una volta ottenuta tutta l’informazione possibile non è più necessario uno substrato materiale in cui l’informazione possa determinarsi e progredire. L’informazione basterebbe a se stessa e al suo progresso…!

E’ solo un ipotesi, ma il mondo per come appare, e per i risultati delle indagini scienifiche cui viene sottoposto, non sembra smentire simili attese (almeno per il momento).

In fisica, se ci sono le condizioni perchè una certa particella esista o compia una determinata azione, prima o poi si verificherà sperimentalmente che quella particella e quella azione si realizzeranno effettivamente. Questo principio di completezza è sperimentalmente provato: tutto ciò che non è proibito è obbligatorio, almeno su scala subatomica.

L’informazione potrebbe rappresentare la salvezza definitiva del mondo, una sorta di Onniscenza finale che nella sua completezza (l’Omega cosmico) decreterebbe lo stadio successivo dell’esistenza finalmente svincolata dalla materia e dai suoi limiti.

Se unissimo la speranza alla ricerca potremmo avere una visione scientificamente attendibile sull’archiviazione di ogni evento, ogni fotone, ogni mamma, ogni lacrima e ogni sorriso. La morte… potrebbe fisicamente non esistere nell’informazione, così come la vita potrebbe non avere più fine nel progresso dell’informazione.

Riabbracceremo i nostri cari nel punto Omega? Probabilmente saremo anche abbracciati.

letture: "La fisica dell’immortalità"

F. Tipler – Mondadori